Prospettive di crescita dell’economia Elvetica

Prospettive di crescita dell’economia Elvetica

E’ di diffusione della Segreteria di Stato dell’economia Svizzera, SECO, la notizia che prosegue la ripresa della congiuntura elvetica per l’anno 2016/2017. Dopo alcuni trimestri positivi, nel 3° trimestre del 2016 il PIL svizzero è rimasto praticamente invariato. Gli indicatori precursori, tuttavia, lasciano presagire una nuova accelerazione della crescita e l’economia mondiale dovrebbe continuare a dare impulsi positivi. Il gruppo di esperti della Confederazione conferma pertanto quanto preannunciato e per il 2016 pronostica una crescita del PIL dell’1,5%, nonché un’accelerazione moderata nel 2017 e nel 2018, rispettivamente dell’1,8% e dell’1,9%, sospinta sia dalla domanda interna che dal commercio estero. Sulla scia della ripresa congiunturale il tasso di disoccupazione dovrebbe gradualmente diminuire dal 3,3% (2016) al 3,2% (2017) e infine al 3,1% (2018). Le prospettive congiunturali rimangono dunque positive, ma i postumi del franco forte potrebbero continuare a farsi sentire. In questo contesto, la domanda interna dovrebbe sostenere notevolmente la crescita. Quest’anno i consumi privati sono rimasti al di sotto delle aspettative, ma dovrebbero progressivamente consolidarsi nel periodo in questione. La ripresa del mercato del lavoro e una moderata evoluzione dei salari reali dovrebbero rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie e pertanto sostenere i consumi, anche alla luce dei potenziali di recupero esistenti. Infine, ci si aspetta una crescita moderata anche per gli investimenti in impianti e attrezzature.

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Per quanto riguarda il commercio estero nel 2016, in confronto agli anni precedenti è lecito azzardare che avrà contribuito alla crescita del PIL in misura nettamente superiore alla media, grazie soprattutto ai forti progressi delle esportazioni chimico-farmaceutiche. E se nei prossimi anni la crescita dell’export dovesse in qualche modo normalizzarsi, è altrettanto vero che anche altri settori, come il turismo e l’industria metalmeccanica e metallurgica potrebbero progressivamente aumentare le loro quote. Concludendo, le prospettive dell’export rimangono eterogenee, ma nel complesso vanno giudicate soddisfacenti.